“Topolino e la nave del microcosmo” è una celebre storia a fumetti realizzata dal maestro Romano Scarpa, con chine di Luciano Gatto, pubblicata per la prima volta nel 1957 sul numero 167 del settimanale Topolino. Nella vicenda, il misterioso Eta Beta torna a trovare Topolino portando con sé una straordinaria astronave capace di rimpicciolirsi. Grazie a questo incredibile mezzo, i protagonisti intraprendono un viaggio esplorativo nel mondo dell’infinitamente piccolo, avventurandosi in un microcosmo invisibile all’occhio umano. Considerata uno dei capolavori della produzione di Scarpa, la storia si inserisce nel filone fantascientifico molto popolare negli anni Cinquanta. L’autore trae ispirazione sia dal precedente viaggio nell’infinitesimale raccontato nelle avventure di Brick Bradford, sia dall’immaginario della fantascienza statunitense che in quegli anni dominava anche il cinema. Nel racconto l’azione si sposta dalla quotidianità di Topolinia a un sorprendente “microcosmo”, dove le proporzioni risultano completamente stravolte: oggetti comuni si trasformano in paesaggi giganteschi e ostacoli imponenti, dando vita a scenari spettacolari e inattesi. La narrazione di Scarpa si distingue per la capacità di fondere il senso di meraviglia tipico della space opera con l’impianto investigativo classico delle storie disneyane, creando un’avventura ricca di invenzioni visive e di suggestioni fantascientifiche. Matita e inchiostro su cartoncino Dimensioni: 26 × 40 cm