Guido Buzzelli (Roma, 27 luglio 1927 – Roma, 25 gennaio 1992), entrato nello studio di Rino Albertarelli, esordì a diciotto anni collaborando con il settimanale Argentovivo. Si trasferì, prima in Spagna e quindi in Gran Bretagna dove, nel 1954 creò Angélique per il Daily Mirror. Tornato in Italia, nel 1966 realizzò, di sua iniziativa, "La rivolta dei racchi", presentata l'anno successivo a Lucca Comics, e che verrà poi pubblicata in Francia nel 1970 sulla rivista Charlie Hebdo. Sarà la Francia ad accogliere le sue opere andando a pubblicare buona parte dei suoi lavori. Dopo il conferimento dello Yellow Kid nel 1973 e nel 1979 come miglior disegnatore e autore, si fanno più numerose le sue collaborazioni con riviste italiane. Firma vignette e storie per Linus, Alter Linus, Paese Sera, Il Messaggero, L'Espresso, L'Eternauta, Psyco, Corriere dei Ragazzi, Comic Art, Playmen, Menelik, l'Unità, L'Occhio, nonché le tavole per l'inserto Satyricon di Repubblica. A queste collaborazioni italiane si aggiungono quelle francesi su Le Monde, Fluide Glacial e altri. I suoi ultimi lavori nel campo dei fumetti sono per la Bonelli: prima "L'uomo del Bengala" (1976), su testi di Gino D'Antonio, quindi il primo Speciale Tex (1985), su testi di Claudio Nizzi. In mezzo, nel 1981, contribuisce alla "Histoire du Far West en Bandes Desinées" edita da Larousse. Morirà prematuramente il 25 gennaio del 1992, a Roma.
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