Eugenio Colmo, conosciuto con lo pseudonimo "Golia" (Torino, 29 ottobre 1885 – Torino, 15 settembre 1967), iniziò la sua carriera artistica collaborando ai giornali umoristici "Due di Coppe" ed "Il Pasquino", di cui fu direttore dal 1904 al 1906. In occasione dell'Esposizione Internazionale di Torino del 1911 organizzò al Castello di Rivoli la prima mostra internazionale di umorismo ("Frigidarium") e collaborò, tra il 1912 e il 1914, con svariate testate: "Adolescenza", "Prisma" e "Guerin sportivo". Nel 1914 fondò la rivista "Numero", che svolse una vivace campagna interventista e di sostegno alla prima guerra mondiale. A Numero, che avrebbe cessato le pubblicazioni nel 1922, collaborarono le migliori firme della vignetta umoristica italiana. Nel 1918 lavorò per il giornale di trincea "La Giberna", diventandone una delle firme di punta. Terminata la guerra frequentò spesso gli ambienti artistici parigini parteciparono all'Esposizione internazionale di arti decorative con una serie di ceramiche decorate soprasmalto che gli valsero una medaglia d'oro. L'attività di ceramista, iniziata nel '22, si protrasse ancora per qualche anno, con la realizzazione totale di circa duemila pezzi. Dopo il 1921 il si diede all'ideazione di manifesti e di grafica pubblicitaria, campo nel quale aveva già dato qualche saggio nell'anteguerra vincendo, nel 1928, il concorso per il manifesto celebrativo del decennale della vittoria. Dalla fine degli anni venti fino al 1940 lavorò nel campo della grafica collaborando con la "Gazzetta del Popolo", "La Stampa" e "L'Illustrazione Italiana". Nel dopoguerra avviò nuovamente l'attività professionale di pittore, grafico e illustratore.
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